Il caso di Francesco (nome di fantasia) evidenzia un grave episodio di malasanità legato a un errato inquadramento diagnostico, con conseguenze devastanti per il paziente e la sua famiglia.
Il giorno …, alle ore 13:52, i genitori di Francesco si sono recati al Pronto Soccorso dell’Ospedale … a causa di un dolore persistente all’orecchio, già trattato secondo le indicazioni del pediatra. Poco prima, alle 13:20 circa, il bambino aveva iniziato a vomitare, segnale di un possibile peggioramento delle sue condizioni.
Al triage, nonostante i sintomi preoccupanti, al piccolo è stato assegnato un codice verde, indicativo di un’urgenza minore, che secondo la classificazione ministeriale rappresenta una condizione stabile senza rischio evolutivo immediato. Tuttavia, dopo cinque ore di attesa, il quadro clinico di Francesco è peggiorato rapidamente, rendendo necessario il trasferimento presso un Ospedale di Rilievo Nazionale per ricevere cure più adeguate.
I genitori, hanno deciso di affidarsi all’Avvocato Brigida Marra, specializzato in responsabilità sanitaria, per avviare un’azione legale contro la struttura ospedaliera.
Durante il procedimento, il Collegio Medico nominato dal Tribunale ha riconosciuto una chiara responsabilità professionale assistenziale. È stato accertato che i sanitari hanno commesso un errore nell’inquadramento diagnostico-terapeutico, ritardando l’esecuzione di una TC cranica fondamentale per individuare la reale gravità del quadro clinico. Questo ha comportato un altrettanto tardivo intervento terapeutico.
Le conseguenze per Francesco sono state drammatiche: il bambino ha riportato danni permanenti gravissimi, che gli impediranno di svolgere qualsiasi futura attività lavorativa, sia di tipo intellettuale che manuale. Da allora, ha dovuto affrontare numerosi interventi e necessita di cure sanitarie continue e assistenza costante da parte dei genitori, in particolare della madre, ora interamente dedicata alla sua assistenza quotidiana.
