Il caso della piccola Luisa (nome di fantasia) rappresenta un chiaro esempio di malasanità neonatale e di responsabilità sanitaria legata a un errore nella gestione post-nascita.
I genitori di Asia, assistiti dall’Avvocato Brigida Marra, hanno deciso di rivolgersi al Tribunale competente per accertare eventuali responsabilità dei sanitari della struttura ospedaliera in cui, l’11 dicembre 2016, la bambina è nata prematura, alla 31+3 settimana di gestazione.
Poche ore dopo il parto, precisamente alle 00:30 del 12 dicembre 2016, è stato effettuato un incannulamento della vena ombelicale (V.O.). Tuttavia, secondo quanto emerso dal successivo giudizio medico-legale, l’operazione è stata eseguita in maniera errata, con un posizionamento scorretto del catetere.
Il Collegio Medico Legale, dopo un’analisi dettagliata della documentazione sanitaria, ha confermato la fondatezza delle accuse mosse dai genitori. Gli esperti hanno rilevato che il catetere venoso ombelicale era stato posizionato in modo errato.
L’analisi del caso ha evidenziato che una gestione più attenta e conforme ai protocolli avrebbe potuto ragionevolmente evitare lo sviluppo di una trombosi venosa, prevenendo così l’insorgenza di ipertensione portale e della conseguente cavernomatosi.
Questo episodio rappresenta un grave caso di negligenza sanitaria, con conseguenze rilevanti sulla salute della neonata e un impatto significativo sulla qualità della vita della famiglia.
